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sabato 24 giugno 2017

R.B.C. #8

La zona della Marmolada è sempre affascinante!


Partendo da Pozza di Fassa (TN), dopo aver posizionato una bici a Penia di Canazei. sono salito sino al Buffaure e da qui per la Cresta Paradiso al Rif. Passo San Nicolò. Questa volta, questa mia amata cresta che di mattino presto ti accoglie con camosci e marmotte (con i relativi pargoli), mi ha accolto anche con una vipera e i suoi due pargoli. Poco male.
Proseguito in discesa sino a Malga Contrin si risale sino a F.lla Ombrettola e per Ferrata Vernale a Cima Ombretta (mt. 3.011). Ripida discesa sino al Biv. Dal Bianco e poi al Rif. Contrin per poi seguire la lunga mulattiera che passando per Locia de Contrin, porta a Penia di Canazei.
Bici per pista ciclabile sino al punto di partenza.
I tempi del CAI danno circa 10 1/2 - 11 ore l'intero giro ... senza il tratto in bici. 
Ma a me interessa solo essermi divertito!!!

domenica 3 aprile 2016

Alpin Running

Bassano del Grappa (VI)
13 Maggio 2016


Si scrive RunBikeClimb ma si legge Alpin Running
Un modo di andare per Dolomiti che mi appartiene...un ritorno alle origini?

Non è corsa e non è alpinismo, ma una via di mezzo, su itinerari senza grosse difficoltà tecniche e soprattutto senza chili di troppo. Viene definita la nuova moda in stile Killian, ma siamo sicuri? Non è che tutto sia figlio della sua epoca?
Ricordo di aver iniziato a 'correre' in montagna con un amico, Enrico Ferraro, con il quale percorrevamo lunghi itinerari nelle Dolomiti, concatenando cime e ferrate. Ci divertiva godere dei luoghi e dei panorami, ma anche ridurre i tempi di percorrenza indicati 'ufficialmente' dal Club Alpino Italiano. Da alpinisti e rocciatori cercavamo itinerari tecnici che ci facessero sì divertire...ma anche impegnare. Non esistevano ancora gare 'ufficiali'.
Ovviamente utilizzavamo i materiali che gli anni '80/'90 ci offrivano. I produttori non puntavano sulla leggerezza come oggi, ma sulla sicurezza, binomio che solo ora, con grandi investimenti e ricerche tecnologiche, le aziende ci offrono.

Qualche anno fa ho guardato con simpatia la nascita dei Trail Autogestiti, che nella mia visione (forse miope) non sono altro che le normali gite/uscite in montagna, con lo zaino, che da sempre innumerevoli escursionisti fanno. Certo è cambiata forse l'andatura. Ma non ne sarei totalmente sicuro! Voglio dire che quello che è cambiato sicuramente sono i materiali: più leggeri, più performanti, più sicuri, aiutandoci ad essere più veloci, più rapidi. Ma per il resto chiamiamo con nomi nuovi cose 'vecchie'. 

Mi colpisce la frenesia che si sta muovendo intorno al modo di andare in montagna di Killian e che molti stanno adottando, imitando. Negli anni passati altri 'alpinisti veloci' hanno realizzato imprese simili (Brunod, Messner, Profit, etc.), ma quello che Kilian trasmette (consapevolmente o inconsapevolmente) è la facilità e la semplicità con cui fa queste ascensioni.
Ma siamo sicuri sia così? 

Credo che dietro a queste 'imprese' ci sia tanto allenamento, sacrificio, profonda conoscenza di sé e della montagna. Molta passione e precisione! 
Imitarlo? 

Per me è un 'ritorno alle origini'...cambiando l'involucro, il packaging...e il nome, ma è quello che praticavo con Enrico già negli anni '80/'90. Non credo quindi sia solo l'effetto Killian. È la somma di tutto il mio bagaglio esperienziale in montagna che mi ha portato al RunBikeClimb (o AlpinRunning): un punto di sintesi. 

Le aziende spingono molto su prodotti sempre più leggeri e sicuri, e questo allarga il bacino di persone che si appassionano a questo andare in montagna. I nuovi materiali aiutato ad essere più veloce; ad avere imbrago, caschetto, zaino, più leggeri e sicuri; le scarpe sono più reattive, miglior grip e l'abbigliamento si adatta meglio alle condizioni meteo variabili. 
Gli slogan, i video, le pubblicità dei principali marchi outdoor portano a conoscere questa filosofia a più persone ed il bacino di praticanti si allarga.
Attenzione però, l'andatura (la velocità), la lunghezza dell'itinerario programmato, le difficoltà scelte, devono essere correlate non ai 'magici' materiali ma alle capacità e all'esperienza di ciascuno di noi.

Dimenticando poi il cronometro in queste uscite (almeno per noi non prof), c'è tutto un mondo da esplorare e tra questo i nostri propri limiti...fatene un vostro obiettivo.

E' così che io mi diverto ad 'inventare' giri ed uscite che hanno tutto il sapore vintage ma che trovo ora godono di un inaspettata giovinezza!

RUN FREE TO THE TOP OF THE MOUNTAIN

 

lunedì 25 gennaio 2016

RBC #7

Bassano del Grappa (VI)
24 Gennaio 2016


RBC #7
Valsugana e Nord del Massiccio del Grappa
L'astinenza aguzza la fantasia ... così mi è apparso in sogno questo itinerario: una salita in cresta con passaggi di 2° e 3° grado, una corsetta sino alla Chiesa di San Giovanni. Il tutto per circa 6,5 km e 1000 mt D+. Si inforca la MTB e ci si porta al Finestron e poi giù per la Val Cesilla e la Val Goccia sino a Cismon del Grappa. Il tutto per circa 19 km e 100 mt D+ e 1200 mt D-. Da qui: o rientrate in treno, o per la ciclabile del Brenta (aggiungete altri 19,500 km in bici). Da non provare la nostra variante lungo le sponde del Brenta...servono spalle buone per portare la bici molto spesso in spalla! ;-)



domenica 13 settembre 2015

#6 Al cospetto della Regina delle Dolomiti

In poche ore di fatica si passa da una delle più belle e panoramiche creste delle Dolomiti (la Cresta Paradiso, appunto!) ad una via ferrata che ci porta in una cima 'al cuore delle Dolomiti' (al cospetto della 'sua' Regina), per poi addentrarsi in un Troi poco battuto ma di grande fascino, sino a scendere per uno dei più belli e 'morbidi' ghiaioni delle Dolomiti!! Si attraversa poi la zona di Fuciade (conosciuta per i suoi prati ed i suoi masi), sino ad inforcare la bicicletta per percorrere, prima in alto e poi in valle, la ciclabile Moena-Canazei (teatro di molte gare estive ed invernali) per tornare a Pozza. 
Poche ore di fatica per avere l'assaggio più vero e puro delle Dolomiti!


mercoledì 12 agosto 2015

#5 RunBikeClimb Traversata ... per Cime, delle Pale di San Martino

Questo, per il momento, è il mio preferito tra i RunBikeClimb! 
Lo pensavo un azzardo perché ho privilegiato l'aspetto arrampicata rispetto alle altre due discipline, ed invece ne è uscito un gioiello! 
Un percorso molto bello, impegnativo, ricco di scorci, inserendo anche uno dei settori delle Pale meno battuti e conosciuti. 
Si parte con una delle più vecchie Ferrate delle Dolomiti (porta ancora, come d'uso a suo tempo, i nomi degli apritori della via): Bolver-Lugli, per raggiungere quasi al vetta del Cimon della Pale e da li, per il passo del Travignolo, la Vezzana (la cima più alta del Gruppo delle Pale).
Si scende poi per la Ferrata Gabitta d'Ignoti, nel solito paesaggio lunare delle Pale, ma questa volta si è alti e le si dominano!
La discesa per la Val Strut (passando per il Bivacco Brunner) è un altro gioiello. 
Io sono passato intorno le 09.00 del mattino e la neve era ghiacciata (per questo ho usato rampincini e piccozzetta) ma in altri orari (salvo stagioni molto nevose) il tratto del Ghiacciaio di Val Strut è percorribile con facilità con adeguate calzature.
Preso, poi, il sentiero delle Farangole, si va a superare la medesima Forcella (che tira parecchio!) per poi buttarsi sul Rifugio Mulaz (unico punto d'appoggio del tracciato) ed infine Baita Segantini (con una bella discesa corribile ed un'altrettanta corribile mulattiera ... in salita). Dove predisposta la Bike si scende velocemente al PP. 
La parte corribile è un po' sacrificata, a meno che si abbia gran gamba per i tratti in salita molto ripidi, ma posizionata alla fine è una goduria...avendo l'animo pregno di quanto fatto e visto prima!!
Se non volete farlo di corsa, pensateci per un bel Trekking, io alle 13.30 ero a bermi una birra a San Martino di Castrozza ... quindi volendo avevo ancora una mezza giornata davanti.

Foto 1 : Discesa da Cima Vezzana  -   Foto 2 : I materiali usati
Foto 3 : Bivacco Brunner               -    Foto 4 : Le due cime raggiunte




martedì 28 luglio 2015

mercoledì 22 luglio 2015

#4 RunBikeClimb Traversata Catinaccio/Antermoia/Sassopiatto/Sassolungo

...trovato in su la via.
  
    Con qualche ostacolo ...






#3 RunBikeClimb Traversata del Gruppo del Sella

Lo schizzo del giro, che ha compreso: una delle più vecchie ferrate delle Dolomiti, la traversata di uno dei più bei e panoramici altipiani di dolomia, una discesa con bici su pista con salti e paraboliche. Finora, di sicuro, il più divertente degli RBC che ho 'inventato'.



sabato 6 giugno 2015

R.B.C. Un percorso facile per iniziare

Dall'idea ai fatti. Ecco un percorso che viene dato tra le 7,00 e le 8,00 ore, e che diventa percorribile (ne sono testimone) in poco meno di 3,30 ore ... con SOMMO DIVERTIMENTO!
Correndo dove è possibile, mantenendo una buona progressione dove si devono usare le mani e rientrando con la MTB sul tratto di ciclabile, ci si diverte 'un casino' facendo lunghi itinerari e limitando la noia di correre su tratti 'di congiunzione'. DA RIPETERE!

Ma perché non ci ho mai pensato prima!! Ora la fantasia si sbizzarrisce con itinerari incredibili. Se vi interessa li troverete sotto questa etichetta B.R.C. (Resto a disposizione per i dettagli o suggerimenti).

ARCO-DRO (TN)


(evidente sul tracciato GPS i punti dove si doveva salire usando le mani in quanto più frequenti)

venerdì 5 giugno 2015

Run, Bike & Climb !!


A volte ti fermi a riflettere - un infortunio serve anche a questo ;-) - e 'smanettando' sul web in cerca di alcune informazioni, scopri che i post sul tuo profilo di Facebook - tuoi e dei tuoi 'piacenti' - trattano solo di corsa, bici ed arrampicata (che oggi mi sia messo a riflettere anche su Facebook mi preoccupa...!).
Scopro così, ma dai, già lo sapevo (!), che sono le mie vere e grandi passioni sportive.

Mi perdo a pensare a come sarebbe bello poterle praticare sempre ed insieme ad ogni uscita outdoor ... e mi viene la balzana idea di provarci!
Chissà cosa ne verrebbe fuori. Come potrei 'definire' questa 'cosa' .... vista la moda incalzante di usare acronimi ecco: R.B.C. (Run, Bike & Climb), semplice.

Poi incappo in un bell'articolo su Correre che riporta un articolo di Kilian pubblicato su Alpinrunning.org dal titolo interessante Trail running label. Kilian si chiede come valutare le gare di running non solo per distanza e dislivello (oramai obsoleti?) ma anche per gli aspetti tecnici che esse 'incorporano'. Un po' come la scala delle difficoltà alpinistiche, dove alle difficoltà di salita (semplificando, per esempio, l'uso più o meno intenso delle mani) viene dato un grado, un numero. Mi accorgo che le discipline si contaminano, non restano pure. Kilian dimostra come lo Sky Running sia un'espressione di corsa più vicina all'Alpinismo che al Podismo.


Se io amo in modo particolare lo Sky Running, se in questi giorni mi è nata l'idea del R.B.C, quindi un legame c'è, e Kilian lo ha ben evidenziato.
Il mio RunBikeClimb assume un senso, diviene il mio 'triathlon alpino', un 'contenitore' di discipline a me care che si contaminano senza soluzione di continuità. Un 'laboratorio' di ricerca dei miei limiti, delle mie passioni, di mie avventure...con il fine principale di divertirmi! 
Ma anche un modo di esplorare. 
Perché in fondo: never stop exploring!

Cercate sotto questa etichetta (B.R.C.) e troverete alcuni spunti, alcuni elementi per fare le vostre uscite!